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AGGIORNATO NOVEMBRE 2026 · DIMISSIONI

NASpI dopo dimissioni per giusta causa

Quando lasciare il lavoro non fa perdere la disoccupazione.

Sì, la NASpI spetta anche dopo le dimissioni per giusta causa: la legge le considera una perdita involontaria del lavoro, perché è il comportamento del datore a renderne impossibile la prosecuzione. Esempi tipici sono gli stipendi non pagati, il mobbing, le molestie, il demansionamento o un trasferimento senza ragioni organizzative.

Per queste dimissioni non vale nemmeno la nuova regola delle 13 settimane introdotta nel 2025, e hai diritto anche all'indennità sostitutiva del preavviso.

Quando le dimissioni sono per giusta causa

MotivoEsempio concreto
Mancato pagamento della retribuzionestipendi non pagati o pagati con ritardi ripetuti
Omesso versamento dei contributibuchi contributivi segnalati dall'estratto conto
Molestie sessuali sul luogo di lavorocomportamenti del datore o di colleghi tollerati
Demansionamentomansioni inferiori senza accordo o motivo legittimo
Mobbingcondotte vessatorie ripetute e sistematiche
Trasferimento senza ragioni tecniche, organizzative o produttiveart. 2103 c.c., a prescindere dalla distanza
Notevoli variazioni dopo una cessione d'aziendacondizioni peggiorate dal nuovo titolare
Comportamento ingiurioso del superioreoffese gravi verso il dipendente
Schema: licenziamento e fine contratto danno diritto alla NASpI; le dimissioni no, salvo giusta causa e altre eccezioniCome finisce il rapporto?Licenziamentoanche disciplinareFine contrattoa termineDimissionio risoluzione consensualeDisoccupazione involontariaNASpI con 13 settimane in 4 anniNiente NASpIsalvo eccezioniEccezioni: giusta causa, maternità,conciliazione art. 7 L. 604/1966I contributi nonsi perdono: valgonoper la NASpI futura
Conta la causa della cessazione, non il fatto che ci sia stato un preavviso o un'indennità.

Come dimettersi per giusta causa e ottenere la NASpI

Passi per dimettersi per giusta causa e chiedere la NASpI: prove, diffida, dimissioni telematiche, domanda NASpI, vertenza1Raccogli le provebuste paga, messaggi, certificati, testimoni2Diffida al datoreraccomandata o PEC, spesso tramite sindacato o legale3Dimissioni telematichesul portale del Ministero, indicando la giusta causa4Domanda NASpI entro 68 giorniallega la documentazione della controversia5Eventuale vertenzaper stipendi, preavviso e danni
Le dimissioni hanno effetto immediato, senza preavviso.

L'INPS, per riconoscere la NASpI, chiede di dimostrare che la giusta causa è seria e che intendi far valere i tuoi diritti: di solito basta allegare la diffida, una denuncia o un esposto, un ricorso o la sentenza. Se in seguito un giudice esclude la giusta causa, l'INPS può chiedere la restituzione della NASpI. Per i mancati pagamenti conviene coinvolgere subito un sindacato o un patronato.

Giusta causa, risoluzione consensuale e altre vie

In tutti questi casi il calcolo della NASpI è lo stesso: vedi calcolo NASpI 2026 e importo massimo e requisiti NASpI 2026.

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Domande frequenti sulla NASpI

Se mi dimetto per giusta causa prendo la NASpI?

Sì. Le dimissioni per giusta causa sono considerate disoccupazione involontaria e danno diritto alla NASpI con i normali requisiti di contribuzione.

Quali sono le giuste cause di dimissioni?

Mancato pagamento dello stipendio, omesso versamento dei contributi, molestie, mobbing, demansionamento, trasferimento senza ragioni organizzative, comportamento ingiurioso del superiore e notevoli variazioni dopo una cessione d'azienda.

Quali documenti chiede l'INPS?

Prove della controversia con il datore: diffida, denuncia o esposto, ricorso o sentenza. Servono a dimostrare la volontà di difendersi in giudizio.

La regola delle 13 settimane vale per la giusta causa?

No. La circolare INPS 98/2025 esclude dalla nuova regola le dimissioni per giusta causa, anche per trasferimento non motivato.

Con le dimissioni per giusta causa spetta il preavviso?

Sì, il lavoratore ha diritto all'indennità sostitutiva del preavviso, oltre alla NASpI.

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Fonti

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