Come calcola lo stipendio netto
Il calcolatore parte dalla RAL e sottrae i contributi INPS a carico del lavoratore (9,19% più l'1% oltre la prima fascia pensionabile di 56.224 €). Sul reddito imponibile così ottenuto applica gli scaglioni IRPEF 2026 — 23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre — e toglie la detrazione per lavoro dipendente (art. 13 TUIR, con i 65 € aggiuntivi tra 25.000 e 35.000 €).
Poi considera il taglio del cuneo fiscale: fino a 20.000 € di reddito una somma esente del 7,1%, 5,3% o 4,8%; tra 20.000 e 40.000 € un'ulteriore detrazione fino a 1.000 €. Per redditi fino a 15.000 € aggiunge il trattamento integrativo di 1.200 €. Infine sottrae le addizionali regionale e comunale della città scelta.
Cerchi un importo preciso? Nelle tabelle RAL → netto 2026 c'è un articolo per ogni RAL da 15.000 a 80.000 € con confronti e consigli, per esempio RAL 30.000 € netto o RAL 40.000 € netto.
Domande frequenti
Come funziona il calcolo dello stipendio netto?
Inserisci la RAL, la città di residenza (Milano, Roma o Napoli) e il numero di mensilità. Il calcolatore applica contributi INPS 2026, IRPEF a scaglioni 23/33/43%, detrazioni per lavoro dipendente, taglio del cuneo fiscale, trattamento integrativo e addizionali.
Il calcolatore considera figli e familiari a carico?
No: ipotizza un dipendente senza familiari a carico e senza altri redditi. Le detrazioni per il coniuge e l'Assegno unico per i figli aumenterebbero il netto.
Perché il netto in busta paga può essere diverso?
In busta paga le addizionali trattenute sono quelle dell'anno precedente, il bonus cuneo e le detrazioni vengono conguagliati a fine anno e alcuni CCNL prevedono trattenute sindacali o fondi integrativi. Il risultato è una stima del netto annuo a regime.
Quale aliquota INPS usa il calcolatore?
Il 9,19% a carico del dipendente, valida per la maggior parte dei contratti privati, più l'1% sulla parte di retribuzione che supera 56.224 € (INPS, circolare 6/2026). Nelle imprese industriali con più di 15 dipendenti l'aliquota è 9,49%.
Fonti
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1 c. 3: seconda aliquota IRPEF ridotta dal 35% al 33% (28.000–50.000 €) dal periodo d'imposta 2026.
- Art. 13 TUIR: detrazione per lavoro dipendente (1.955 € fino a 15.000 €, formula decrescente fino a 50.000 €, +65 € tra 25.000 e 35.000 €); DL 3/2020: trattamento integrativo di 1.200 €.
- Legge 207/2024, art. 1 c. 4-9 (taglio del cuneo fiscale dal 2025): somma esente del 7,1% / 5,3% / 4,8% fino a 20.000 € di reddito; ulteriore detrazione di 1.000 € tra 20.000 e 32.000 €, decrescente fino a 40.000 €.
- INPS, circolare n. 6 del 30-01-2026: prima fascia di retribuzione pensionabile 56.224 € (contributo aggiuntivo 1%), massimale 122.295 €. Aliquota IVS a carico del dipendente 9,19% (9,49% nelle imprese industriali con più di 15 dipendenti).
- Addizionali 2026: Lombardia 1,23–1,73% a scaglioni; Lazio 1,73% fino a 28.000 € e 3,33% oltre 15.000 € per redditi superiori (L.R. Lazio 20/2025, scheda regionale); Campania 1,73/2,96/3,20/3,33%. Comunali: Milano 0,8% (esenzione fino a 23.000 €), Roma 0,9% (esenzione fino a 14.000 €), Napoli 1,0% (esenzione fino a 12.000 €) — ultimi dati deliberati disponibili, da verificare sul sito del MEF.
- INPS, Osservatorio lavoratori dipendenti del settore privato, dati 2024; Eurostat, nama_10_fte (retribuzione media a tempo pieno 2024); ISTAT, prezzi al consumo, dati provvisori di ottobre 2026 (+5,4% su base annua).